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lunedì 21 marzo 2011
Accadde il 21 marzo ...
Nella notte del 21 marzo 1918, in pieno conflitto bellico, il veliero a motore "Corriere di Ponza" fu colpito da un sommergibile austriaco al largo dell'isola di Zannone.
Quando il comandante, dopo aver portato in salvo una parte dell'equipaggio, tornò sul luogo del disastro trovò solo silenzio e morte.
L'affondamento del Corriere di Ponza costò la vita a 35 civili ponzesi.
A ricordare l'accaduto resta oggi un monuneto ai caduti, eretto nel 1920 in Piazza Carlo Pisacane a Ponza, che insieme ai soldati ponzesi periti nella Prima Guerra Mondiale, reca i nomi dei 35 civili morti nel naufragio del veliero.
Il relitto del Corriere di Ponza è ancora oggi visibile nei fondali dell'Isola e meta di numerosi sub.
mercoledì 9 marzo 2011
I tesori di Ponza
Non si fa fatica ad immaginare che cosa per gli antichi naviganti, affaticati da lunghi giorni di mare, abbiano rappresentato gli approdi dell’Isola di Ponza. I colori e il silenzio sono tra le prime cose che colpiscono all’arrivo nell’isola.
Ma anche la sensazione di uno spazio ricco di tesori antichi e contemporanei che l’isola conserva gelosamente.
Ma anche la sensazione di uno spazio ricco di tesori antichi e contemporanei che l’isola conserva gelosamente.
Navigando nel web ci ha colpito questo film, prodotto da Pietro Renzi Architetti Associati con la regia di Davide Morabito e Gaetano Buonpane, che oltre ad essere un documentario di qualità ben girato e ben diretto, racconta dei tesori dell’isola che oggi corrono il rischio di essere persi per sempre.
martedì 11 gennaio 2011
“Storie” di Ponza: dalle prime popolazioni che la abitarono a San Silverio, patrono dell’Isola
Oggetti litici e residui della lavorazione dell’ossidiana, la preziosa e tagliente pietra necessaria per realizzare punte di freccia ed utensili, testimoniano la presenza a Ponza di popolazioni preistoriche.
A partire dal XII sec. a.C., per la sua pozione privilegiata, rappresentò una tappa e un riparo per i viaggi verso le coste dell'isola d'Elba dei navigatori Fenici e Greci.
Nel 312 a.C. vi giunsero i Romani, che destinarono Ponza a luogo di confino, ma anche di villeggiatura.
La tradizione vuole che in epoca romana all’isola sia stato attribuito il nome di Ponza, in onore di Ponzio Pilato, ma Strabone, morto prima che Pilato diventasse governatore della Giudea, già la chiamava Pontia definendola isola dei Volsci.
Al periodo romano risalgono le colossali opere idrauliche, acquedotti e cisterne, e ingegneristiche, porti e gallerie, che ancora segnano il profilo dell’isola.
Nel medioevo fu un fiorente centro religioso e commerciale grazie all’opera dei monaci benedettini che eressero l’abbazia di Santa Maria.
Nel 537 vi morì papa Silverio, che oggi è il venerato patrono dell’isola.
Eletto papa nel 536 venne deposto perchè eretico. A suo danno furono costruite prove di tradimento dall’imperatrice Teodora.
L'11 marzo 537 Silverio fu arrestato e mandato in esilio in Oriente. Prima fu portato in Licia, poi a Napoli e da li a Palmarola, l’isolotto vicino Ponza.
Fu su quest'isola che il Papa morì a causa delle dure privazioni e del trattamento subito. Il giorno della sua morte sembra sia stato il 2 dicembre dello stesso anno. Secondo il Liber Pontificalis fu sepolto sull'isola il 20 giugno dell'anno successivo. Ed è proprio il 20 giugno che sull'isola si festeggia come Santro Patrone e protettore.
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